Non trattieni solo l’ acqua

Ti senti gonfia. Forse lo sei davvero. Ma non è sempre solo una questione di cibo e bevande. Dietro questo fenomeno si nasconde un problema emotivo. Perché quel che ti blocca dentro sono soprattutto le emozioni.

D’estate molte di noi, complice il caldo, l’afa, le giornate di lavoro affaticanti prima delle ferie, bisogna affrontare il gonfiore diffuso nel corpo. Il gonfiore è un accumulo di liquidi negli spazi interstiziali del corpo e lo si riconosce di solito perché premendo un dito sulla parte interessata rimane il segno chiaro dell’ impronta. Può essere causato da molti fattori e cattive abitudini sia alimentari che di movimento o da un’ ostruzione venosa o linfatica. Sicuramente bisogna fare dei controlli medici di approfondimento se il fastidio perdura ma anche la Psicosomatica, ovvero la lettura psicologica del disturbo fisico, può aiutarci ad allargare la nostra visione del problema, al fine di affrontarlo a più livelli, e risolverlo definitivamente.

TRA LA PSICHE ED IL CUORE

Essere gonfi spesso è un indice di ritenzione emotiva e solo se ci si interrogando con sincerità si può comprendere quale emozione viene trattenuta. La persona gonfia infatti si protegge dalle proprie emozioni che, se lasciate libere, avverte come dannose per se stesse e gli altri . Avviene in presenza di conflitti tra la mente ed il cuore e la domanda che potremmo fare a noi stessi è:  tengo vivo il conflitto dentro me o lo risolvo? Cosa mi comporta mostrare  le mie emozioni? Come ho vissuto nella mia educazione la libera espressione di ciò che sono veramente?

LE PARTI DEL CORPO PIU’COLPITE

Generalmente la zona del corpo maggiormente interessata indica l area in cui viene trattenuta l emozione su cui bisogna riflettere: nelle gambe può indicare un conflitto tra il procedere ed il trattenersi nell’ avanzare. Nella pancia invece lasciarci andare all’ espressione di ciò che sentiamo come vero. Nei glutei il conflitto è legato spesso al tema del potere, sia nostro che degli altri ed anche la collera conseguente, e cioè l ‘impazienza di alzarsi e andare via da dove ci sentiamo imprigionati in dinamiche di potere che avvertiamo come controllanti. Nei piedi può indicare invece lo stare radicati per terra ed osservare la realtà piuttosto che rimanere nella superficie delle cose per non affrontarla.

L’OSSERVAZIONE DELLA MENTE SUL CORPO

Ti senti limitata dal tuo stato, nel tuo desiderio di andare avanti o di fare ciò che più ti piace, danzare, fare l’amore, fare sport.In altre parole decidi che non puoi permetterti di essere libera e felice adducendo tante scuse per non farlo. Ogni persona, guardando dentro se stessa, ha l’opportunità di chiedersi ora: perché non mi lascio andare? Perché non colgo l’occasione del gonfiore per occuparmi di me e di ciò che mi rende felice? Piuttosto che preoccuparmi eccessivamente, perché non mi metto a ballare e ridere anche se gli altri mi giudicano? Riesco a pensare ad un altro modo di vivere la mia quotidianità oltre a quello che ho sempre avuto in passato?

ABBI FIDUCIA IN TE STESSA

Ecco quindi un rimedio veloce che sembra semplice ma richiede attenzione: cerca di avere fiducia in te  stessa, nelle tue  capacità e talenti, vai oltre la tua razionalità che crea troppo spesso barriere e limiti alle tue emozioni con troppi “ma” e “se”. Il messaggio quindi, per tutti coloro che soffrono di gonfiore è questo: mollate la presa, lasciarsi andare, assumersi qualche rischio in più seguendo ciò che dice il cuore ed il proprio sentimento profondo. Bisogna avere coraggio dunque, quello di scegliere di risolvere e non di alimentare un conflitto.

 

Pubblicato nel mensile di Luglio/ Agosto 2014 “Dimensione Benessere”

Categorie: psicosomatica